Trapani: Marsala, il vino, le saline, la storia e la natura

Marsala si trova all’estremità dell’Italia, e precisamente nella parte occidentale della Sicilia nella provincia di Trapani.

Marsala è famosa per le sue origini fenicio-puniche, per lo sbarco di Giuseppe Garibaldi, per l’unità d’Italia, 11 Maggio 1960, oltre alla presenza della riserva naturale delle isole dello stagnone, in cui vi è la produzione del sale marino, inoltre vi sono i collegamenti con le isole egadi (Favignana, Levanzo, Marittimo).

Un altra eccellenza di Marsala è il Vino Marsala, un vino liquoroso da origini inglesi, oltre a tante specialità culinarie.

La zona archeologica è una zona esterna all’originario abitato, occupata da macchia mediterranea. Gli anni duemila stanno segnando una svolta: non ultime le scoperte del decumano massimo, della Venere Callipige del II secolo e di innumerevoli tracce di civiltà antiche (camere mortuarie, pavimentazioni, utensili, resti di abitazioni e di strade). In particolare, nel 2007, nello scavo di San Giovanni, è stata rinvenuta la pavimentazione cinquecentesca dell’omonima chiesa, e nello scavo adiacente ad essa, una colonna crollata su una pavimentazione in marmo bianco. In tutti gli scavi dell’area, gli strati di terra visibili sono un mix di terra e pezzi di terracotta, anfore, monete, e vari segni dell’antica civiltà. Nel mese di luglio del 2008, è stata scoperta una statua di Iside, e diverse scritture che anticipano la presenza di un tempio di Ercole nella zona archeologica di Porta Nuova, destinata ad occupare una posizione centrale nel contesto delle città puniche della Sicilia (Mozia e Lilibeo, due delle quattro città puniche della Sicilia insieme a Solunto e Palermo, si trovano a Marsala).

Di grande attrazione è la riserva naturale regionale delle Isole dello Stagnone di Marsala che prende il nome dall’omonima laguna, nonché arcipelago comprendente diverse isole tra cui Mozia. Lo Stagnone è una laguna diventata riserva naturale perché habitat ideale di riproduzione e di ristoro per tantissime specie animali; tra queste i fenicotteri rosa che sempre più spesso – e in gruppi sempre più numerosi – scelgono lo stagnone ed in particolare l’Isola Grande (comunemente conosciuta come Isola Lunga) come luogo di riposo. Lo stagnone è uno dei pochissimi habitat naturali al mondo per la Posidonia, una rara qualità di alga marina, simile all’erbetta da giardino. Nei momenti di bassa marea, lo stagnone si trasforma in una immensa prateria, quasi come un campo di calcio in mezzo al mare. L’Isola Lunga è raggiungibile a piedi dal promontorio di Birgi, esattamente dall’antica torre di avvistamento. Sull’isola lunga è presente, oltre a una varietà di saline e mulini tipici della zona, una villa in stile romanico abbandonata. L’arcipelago delle isolette di fronte alla città di Marsala è completato dalle Schole, un’isoletta piccolissima dove si trovano due caseggiati, in passato utilizzati come lazzaretto della città colpita dalla peste in epoca medievale.

Sutera : area turistica d’eccellenza del Touring Club Italiano

Sutera è un comune italiano di 1.468 abitanti della provincia di Caltanissetta in Sicilia. Sorge a circa 40 km dal capoluogo di provincia e a circa 70 km da Palermo, capoluogo di regione. L’economia suterese si basa sulla produzione di mandorle e olive e sull’allevamento di ovini e bovini. Sutera è un paese ricco di tradizioni ed artigianato ed essendo di origine araba conserva anche un centro storico di particolare interesse che rappresenta unimportante meta turistica. Sutera, al momento, detiene il riconoscimento di “Bandiera arancione” assegnata ai comuni dell’entroterra da parte del Touring Club Italiano come area turistica d’eccellenza.

Torino: la Mole Antonelliana e il Museo del Cinema

La Mole Antonelliana è il monumento simbolo della città di Torino. Situata nel centro storico, a ridosso del quartiere Vanchiglia, prende il nome dall’architetto che la costruì, Alessandro Antonelli. Raggiunge un’altezza di 167 metri, per questo è attualmente l’edificio più elevato di Torino ed è stata per lungo tempo la struttura in muratura più alta d’Europa. Nel secolo scorso però importanti ristrutturazioni hanno rinforzato il tamburo con molti pilastri di cemento armato, mentre la guglia, in seguito al crollo del 23 maggio 1953, è stata rinforzata con travi di acciaio, per cui la Mole Antonelliana non può più considerarsi una struttura esclusivamente in muratura. Nella Mole ha sede il Museo Nazionale del Cinema, che nel 2008 è stato visitato da 532.196 persone, risultando così uno dei musei con maggiori presenze in Italia.

Marostica: città degli scacchi e delle ciliegie

Marostica, città in provincia di Vicenza, è famosa nel mondo per lo spettacolo che viene “messo in campo” nel mese di settembre degli anni pari dove si fronteggiano nella piazza del castello da basso pedoni e alfieri, re e regine in carne e ossa. Oltre alla partita a scacchi con ”pezzi” della scacchiera viventi, Marostica offre altre manifestazioni importanti come, ad esempio, la sagra delle ciliegie, che si terrà il 27 maggio, arrivata alla 68^ edizione. La ciliegia di Marostica è la prima e per il momento l’unica ad aver ottenuto dalla comunità europea il marchio IGP, indicazione geografica protetta, e ciò dimostra la qualità  e la particolarità del territorio in cui viene coltivata.

 

Bologna: le torri degli Asinelli e Garisenda

I nomi di Asinelli (la maggiore) e Garisenda (la minore) derivano dalle famiglie a cui tradizionalmente se ne attribuisce la costruzione, fra il 1109 ed il 1119. In realtà la scarsezza di documenti risalenti ad epoche così remote rende meno certa l’origine delle torri: per quello che riguarda la famiglia degli Asinelli, ad esempio, vengono citati in associazione alla famosa torre per la prima volta solo nel 1185, quasi settant’anni dopo la data presunta di costruzione. Si ritiene che l’Asinelli inizialmente fosse alta una sessantina di metri e che solo successivamente sia stata sopraelevata agli attuali 97,2 m (con uno strapiombo di 2,2 m). Il Comune ne divenne il proprietario nel XIV secolo e la utilizzò come prigione. Negli stessi anni intorno alla torre fu realizzata una costruzione in legno, posta a trenta metri da terra e unita con una passerella aerea (distrutta da un incendio nel 1398) alla Garisenda. Si dice che la costruzione fosse voluta da Giovanni Visconti, Duca di Milano, per tenere meglio d’occhio il turbolento Mercato di Mezzo (oggi via Rizzoli) e poter sedare per tempo eventuali rivolte. All’epoca i Visconti avevano preso il potere in Bologna in seguito alla decadenza della Signoria dei Pepoli, e quindi erano invisi alla popolazione. Gravi danni alla torre furono arrecati da fulmini che spesso causavano incendi o piccoli crolli, e solo nel 1824 fu installato un parafulmine. Sono documentati almeno due gravi incendi a cui la torre è sopravvissuta: il primo nel 1185 (doloso) e il secondo non doloso nel già citato 1398. Gli scienziati Giovanni Battista Riccioli (nel 1640) e Giovanni Battista Guglielmini (nel secolo successivo) utilizzarono la torre per esperimenti sul moto dei gravi e sulla rotazione della terra. In epoca più recente sulla Asinelli fu addirittura installato un ripetitore televisivo della RAI. Durante la seconda guerra mondiale, tra il 1943 e il 1945, la torre fu utilizzata con funzioni di avvistamento: quattro volontari si appostavano in cima alla torre durante i bombardamenti al fine di indirizzare i soccorsi verso i luoghi colpiti dalle bombe alleate. La Garisenda oggi è alta 48 m ed ha uno strapiombo di 3,2 m, ma inizialmente era alta circa 60 m e fu mozzata nel XIV secolo a causa di un cedimento del terreno che la rese obliqua e pericolante. A partire dal quattrocento la torre fu acquistata dall’Arte dei Drappieri, che ne diventò poi l’unica proprietaria fino alla fine dell’Ottocento quando divenne proprietà comunale. Le superfici murarie esterne della Torre Garisenda sono state restaurate fra il 1998 ed il 2000; mentre una prima fase del consolidamento delle murature è stata attuata nel 1999-2000. La Rocchetta dell’Asinelli è stata restaurata nel 1998. La torre degli Asinelli è nota in quanto torre pendente più alta d’Italia.

Ferrara: Il 14 e il 15 aprile, per scoprire il sapore delle sagre italiane

Locandina del Misen di Ferrara

Autenticità gastronomica e tradizioni del territorio per festeggiare la vera Italia che ci rappresenta in tutto il mondo contribuendo a trasmettere il folklore come valore sempre attuale, in continua evoluzione e rielaborazione. Tutto questo è Misen: il Salone Nazionale delle Sagre, organizzato dal 14 al 15 aprile prossimi dall’Associazione Sagre e Dintorni presieduta da Loris Cattabriga alla Fiera di Ferrara.

Dal Trentino alla Puglia passando per il centro e senza dimenticare le isole, saranno oltre 100 le sagre che parteciperanno a Misen promuovendo, attraverso i piatti tipici locali il proprio territorio. “Noi siamo ciò che mangiamo” scriveva il filosofo Ludwig Feuerbach. Questo è uno dei principi fondamentali dell’evento. Il cibo, il consumo collettivo e rituale dei prodotti locali e carichi di valori simbolici è il motore propulsore della sagra. Il tipo di alimento, il modo di prepararlo e di consumarlo rimandano ad un passato di vita comunitaria e a una cultura alimentare percepita come segno di identità.

Pantacce e Tortellini con polpa di rana dalla località Santa Bianca in provincia di Ferrara, Cappellacci di zucca con lo storione di Burana e ancora Cappellacci di zucca con noci e marsala noto come il “Piatto della salute”, che fa parte della sagra del Comune di Sant’Agostino. Questo piatto è stato realizzato da un cardiochirurgho e un professore universitario della chimica degli alimenti.

Ravioli con storione burro e salvia di Ficarolo in provincia di Rovigo. Il tartufo delle Golene del Po. Il salame alle brace antica ricetta che risale all’epoca dei Borgia. Tra le “17 perle” della provincia di Ferrara c’è poi il Cappelletto ferrarese ripieno di carne di maiale con un condimento tipico della provincia di Ferrara assolutamente diverso dal tortellino bolognese, ma della ricetta non si può dir nulla…vige il segreto della cuoca!

Bigoli al torchio da Rovigo, ovvero uno spaghetto condito con anatra. Ci sono poi i fagioli “in potacin” da Canaro conditi con grasso e spezie. La Bondiola – una via di mezzo tra la salama da sugo ferrarese e il cotechino di Poggio Renatico: sarà una golosa novità per palati non abituati ai piatti del nord. “Lumache alla casumarese” tipica ricetta di Casumaro. Molti saranno anche i piatti del centro sud. Non mancherà la polenta e nemmeno gli oli extravergine a condimento dei ghiotti piatti.

Lo scorso anno sono state circa 15mila le presenze nella “due giorni” rivolta all’enogastronomia italiana. Dalla sagra del Cotechino a quella del Fagiolo, della Salama da sugo tipica, della Porchetta, dello Storione, del Somarino, della Miseria, della Cozza, del Risotto e tante altre ancora per un tour di scorpacciate tra le prelibatezze dello Stivale.